MI1906

La "città bianca" nella storia e nelle collezioni

Una piccola ricerca sul web ha dato i suoi frutti:

Il Sempione
Sottotitolo: Giornale illustrato dell'Esposizione internazionale di Milano del 1906.

Luogo: Milano.
Durata: s.d. [ma 1906] (a. I, n. 1) - s.d. [ma 1906] (a. I, n. 18*).
Periodicità: Senza indicazione di periodicità [ma quindicinale]
Editore: Società Editrice "La Milano".
Gerente: Scipione Guerrini (comproprietario responsabile).
Stampatore: Milano, Stabilimento d'Arti Grafiche A. Bertarelli & C.
Pagine: 8.
Formato: 50x35 cm.
Note: Contiene illustrazioni e fotografie.

Pubblicato in occasione dell'Esposizione internazionale indetta dalla città di Milano nel 1906 e dedicata all'inaugurazione del traforo ferroviario del Sempione, "grande arteria apportatrice di nuova vitalità al mondo industriale e commerciale" (Ciò che sarà l'Esposizione di Milano del 1906, n. 1), il periodico si prefigge di fornire, nei numeri antecedenti l'apertura della mostra, una "cronaca antispettiva del grande avvenimento" allo scopo di fornire ai potenziali partecipanti un quadro completo delle attività e delle iniziative programmate.

A industriali e commercianti si forniscono così, nei primi sei numeri del «Sempione», informazioni dettagliate riguardanti non solo i programmi delle numerose sezioni di cui si compone la rassegna, il concorso dei paese esteri, gli edifici, i padiglioni e i macchinari presenti (notizie corredate da numerose illustrazioni e fotografie), ma altresì per conoscere la genesi dell'Esposizione stessa, le personalità che hanno concorso alla sua ideazione e messa in opera, le difficoltà organizzative via via incontrate e il loro superamento, i problemi d'indole finanziaria e logistica, gli sforzi compiuti dall'amministrazione comunale milanese per assicurare una collocazione adeguata all'interno del tessuto urbano.

A mostra iniziata (l'inaugurazione ufficiale da parte dei reali avviene il 28 aprile 1906), il giornale, che si definisce ora "portavoce degli espositori e strenuo difensore dei loro interessi", si sposta su posizioni di aperta critica nei confronti del lavoro svolto dagli organizzatori, tacciati di "impreparazione" (Scipione Guerrini, L'opera del Comitato, n. 14; A luci spente, n. 9), ai quali assegna la responsabilità degli innumerevoli inconvenienti, mancanze e ritardi che costellano lo svolgersi della manifestazione. L'accusa principale rimane comunque quella di aver falsato il programma originario della mostra, la quale, alla luce dell'avvenimento a cui era dedicata, avrebbe avuto l'obbligo di illustrare soprattutto i trasporti terrestri e marittimi e farne la storia attraverso i secoli; invece "a furia d'ingrandimenti, di partecipazioni in ritardo, di ampliamenti, è diventata una delle consuete esposizioni d'ogni genere di cose che, in definitiva, coi trasporti non hanno nulla a che fare" (Per aver fatto troppo, n. 11).

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