MI1906

La "città bianca" nella storia e nelle collezioni

Su questa cartolina è sintetizzata la trasformazione in atto delle comunicazioni. Da sottolineare che i due giganteschi pali telegrafici ai lati, con fili, presuppongono che nel 1906 vi fosse ancora l'uso massiccio del telegrafo "elettrico".

Lo sviluppo dei servizi telegrafo-elettrici in Italia seguì nei primi anni lo sviluppo della ferrovia, in parte perchè il sistema ferroviario aveva necessità di comunicazioni tempestive da un capo all'altro dei suoi terminali ed anche perchè era agevole mettere una serie di pali portafili lungo le rotaie, facilmente controllabili dal treno.
In Italia l’introduzione del sistema telegrafico avvenne nel 1852, nel Regno delle due Sicilie.
All'atto della nascita dello Stato Italiano (1861), sul territorio esistevano una decina di servizi telegrafici diversi, prevalentemente gestiti dalle ferrovie degli Antichi Stati.
Lo Stato pretese allora che tutti i servizi telegrafici fossero interconnessi, creando le premesse di un sistema unitario.
Anche quando successivamente al 1906 furono create le Ferrovie dello Stato, accorpando e nazionalizzando la maggior parte delle ferrovie italiane, alcuni tronconi rimasero privati ma obbligatoriamente collegati con i Telegrafi di Stato per prestare servizio civile.

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Commento da Claudio Romeo su 24 dicembre 2008 a 11:14
Caro Ampelio, non bisogna assolutamente dimenticare che all'esposizione di Milano si fecero degli esperimenti telegrafici con la presenza di Guglielmo Marconi.

e che esisteva al Parco la Stazione Radiotelegrafica la cui rete di fili occupava 10 mila mq.

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